
Presso l’Istituto, i volontari del Servizio Civile Universale hanno preso parte a un modulo della formazione specifica dedicato alla sperimentazione del Teatro dell’Oppresso, metodologia partecipativa che coinvolge attivamente i partecipanti trasformando lo spettatore in protagonista del cambiamento.
I ragazzi si sono suddivisi in quattro gruppi di lavoro, coordinati dalla sociologa Anna Staropoli, ciascuno impegnato nell’elaborazione di uno scenario differente. In una prima fase, i gruppi si sono riuniti separatamente per definire ruoli, dinamiche e modalità di rappresentazione di situazioni caratterizzate da un conflitto crescente: episodi di stalking, tensioni familiari e controversie condominiali. Successivamente, le scene sono state messe in atto attraverso momenti di recitazione e improvvisazione.

Elemento centrale dell’attività è stata la ripresa delle stesse situazioni con l’introduzione di un cambiamento significativo, anche minimo, capace di modificare l’evoluzione del conflitto e orientarlo verso una possibile soluzione.
L’esperienza ha consentito ai volontari di confrontarsi in modo concreto con dinamiche relazionali complesse, sviluppando capacità di analisi, ascolto e gestione dei conflitti. Un percorso formativo che, attraverso strumenti espressivi e partecipativi, rafforza la consapevolezza e la responsabilità personale nel contribuire a generare contesti più inclusivi e costruttivi.


