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"In Sicilia abbiamo la luce". Echi dalla Summer School dell’Istituto Arrupe

Si è conclusa il 19 luglio scorso a Gibilmanna la Summer School organizzata dall’Istituto Arrupe.

Alla sua seconda edizione, l’incontro – dal titolo “Quale democrazia senza lavoro? La ricerca di un’identità democratica tra vuoti istituzionali e prospettive di modernizzazione” – ha avuto come cornice lo splendido panorama che si può ammirare dal Santuario di Gibilmanna. E, come sottofondo, la pace e il silenzio che in questo luogo si respirano.
Il gruppo, infatti, ha potuto lavorare senza distrazioni per affrontare un tema che, al Sud, tra la popolazione giovanile, desta sempre più preoccupazioni ed è motivo di un pessimismo dilagante, come si è potuto anche evincere da alcuni interventi.
L’Istituto Arrupe, tuttavia, aveva un obiettivo per questa Summer School: non dare false aspettative, ma orientare i partecipanti ad un approccio diverso nei confronti del “problema lavoro”: ripartire da se stessi, dai propri talenti, dalle potenzialità del territorio.
Nella giornata dedicata allo “scenario”, il venerdì 17 luglio, molto stimolanti si sono rivelate le relazioni del prof. Antonio La Spina, professore ordinario di Sociologia dell’università di Palermo, e del prof. Giuseppe Verde, Preside della Facoltà di Giurisprudenza, che hanno, rispettivamente, approfondito i concetti di modernizzazione e di ordinamento democratico.
Come ha affermato La Spina, «c’è bisogno di un gruppo di modernizzatori che facciano scelte modernizzatrici», tanto più – ha aggiunto Verde – «in una società in cui la dimensione del lavoro è ricattabile e non si attribuisce valore al merito».
Argomenti messi in luce dal laboratorio Lavori e lavoratori: una messa in scena, a cura di Maurilio Caracci e Giuseppe Notarstefano: un montaggio di film il cui nodo cruciale, nello sviluppo narrativo, è proprio il lavoro, con tutte le tematiche ad esso connesse: precarietà, mobbing, disoccupazione, licenziamenti, ricerca di nuove alternative.
Da Roma ore 11 a Il posto, da Cacciatore di teste a Cous cous a Tutta la vita davanti… fino al soggetto scritto a conclusione del laboratorio dai partecipanti alla Summer School.

Sabato 18 luglio, invece, è stata la giornata degli “orizzonti”, a partire dalla tavola rotonda moderata da Nino Alongi e alla quale sono intervenuti Adam Asmundo (economista presso la Fondazione Res del Banco di Sicilia), Diego Planeta (presidente Assovini Sicilia), Antonio Riolo (segretario regionale Cgil Sicilia) e Giuseppe Salerno (imprenditore).
Testimonianze e spunti interessanti che hanno animato il dibattito, soprattutto intorno ad alcune parole-chiave suggerite dai relatori: «investire su se stessi», «qualificare il proprio capitale umano», «uscire da un certo sistema e modificarlo», «andare oltre la siepe».
Come ha ricordato il famoso imprenditore vitivinicolo Planeta, «in Sicilia abbiamo la luce», e questo fa la differenza. Può farla: se ci concentriamo sul valore aggiunto.
Provocazioni che hanno fatto ritorno nel pomeriggio, nel corso del laboratorio Dall’isola «che non c’è» all’isola «del tesoro»: una sorta di caccia alla ricerca di nuove risorse, come quella del patto intergenerazionale, il recupero della passione civile e politica, i modelli.
Esempi di vita come quello di Paolo Borsellino, ricordato in occasione del XVII anniversario della strage di via D’Amelio durante una veglia molto intensa svoltasi in serata nel santuario e che, tra simboli, testimonianze e consegne, aveva come filo conduttore l’etica del lavoro.
La tre giorni si è conclusa a Gratteri: domenica scandita dall’incontro con l’Associazione “Simbiosi”, una visita guidata al centro storico, la celebrazione eucaristica e il pranzo.
Fine della Summer, si ritorna a casa: a Palermo, a Sciacca, ad Aragona, a santa Ninfa, a Milano. Qualcuno si porta a casa un sasso, qualcun altro la terra: simboli di queste giornate passate insieme, legami forti e irrinunciabili con una realtà che spesso pesa e ci schiaccia. Ma qualcosa è cambiato: il seme della fiducia e della speranza è stato piantato e, come ha concluso p. Gianni Notari, direttore dell’Istituto, «riteniamo che sia arrivato il momento di riprenderci in mano la nostra storia, disegnando un modello di sviluppo che sia alternativo all’attuale stato delle cose. […] È tempo di mettere insieme le migliori forze di cui questa terra dispone per delineare un processo di cambiamento».

Loredana Brigante

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